Di Renato Faller:
Oggi salutiamo con profonda commozione il Generale Franco Angioni, uomo di valore, di disciplina e di umanità rara. Ho avuto l’onore di condividere con lui uno dei capitoli più intensi e difficili della nostra storia recente: la missione in Libano. Ricordo con nitidezza i giorni di Beirut, le strade segnate dal silenzio e dalla tensione, e il privilegio di poterlo scortare mentre guidava con calma e fermezza tutti noi.
Il Generale Angioni non era solo un comandante: era un punto di riferimento, un esempio di coraggio sereno, di rispetto verso i suoi soldati e di dedizione assoluta al dovere.
Sapeva infondere fiducia anche nei momenti più bui, e dietro la sua figura di militare rigoroso batteva un cuore profondamente umano, capace di comprendere, di ascoltare, di proteggere.
Con lui se ne va un pezzo importante della nostra memoria collettiva, ma resta vivo l’esempio di un uomo che ha servito il Paese con onore e umiltà, lasciando un’impronta indelebile in chi ha avuto la fortuna di camminargli accanto.
Riposi in pace, Generale.
È stato un privilegio servirla.


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