Il signore in foto è un ingegnere, che si chiama Giorgio.
Che ha una vita sospesa tra il segreto, il mistero, intrighi internazionali, traffici di ogni tipo, e chi più ne ha più ne metta.
In una dimensione worldwide.
Ma benché con società alle Isole Vergini, e residenza a Guernsey, abitazioni a Montecarlo, Svizzera, ecc… dimorava a Garlasco.
Una scelta abbastanza bizzarra, se letta così. Ma ormai non ci si stupisce più di nulla.
Si dice fosse linkato con svariate agenzie di intelligence italiane ed estere. Poi improvvisamente, non si seppe più nulla. E pare si sia ritirato nei pressi di Lugano.
Dimorava appunto a Garlasco, e durante una perquisizione nell’abitazione a metà anni ‘90, spifferi dicono di ritrovamenti di telemine, le stesse utilizzate e progettate dall’ingegnere per affondare i tre incrociatori inglesi alle Falkland durante la guerra contro l’Argentina nell’82.
Altri spifferi dicono che venne trovata una cartellina gialla col numero 31, con all’interno i certificati di morte di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, uccisi in Somalia, stilati sulla nave Garibaldi in rada a Mogadiscio.

L’interessato smentisce in toto tutte le ricostruzioni fatte su di lui. Comprese quella di un’inchiesta parlamentare.


Curioso che comunque sia sempre Garlasco, al centro di questa storia da film.


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