Editoriale di Piper:
Trump guarda il mondo come un vecchio Monopoli: “Io mi prendo il petrolio, passo dal via e incasso”. Barili, sanzioni, bandierine. Roba che fa scena e profuma di Novecento.
La Cina risponde senza alzare la voce: va bene, prenditi il petrolio.
Poi si avvicina e si prende Taiwan.
Non è una piazza, non è un trofeo, non è il Parco delle Vittorie. È il vicolo stretto da cui passano tutti i camion del XXI secolo: chip, dati, intelligenza artificiale, armi intelligenti. Chi controlla quel vicolo non deve correre. Aspetta che gli altri restino bloccati.
Il petrolio è una strada larga: se si intasa, si fa il giro lungo.
Il silicio è un imbuto: se si ferma, si spegne tutto.
Così mentre Washington discute di barili, Pechino guarda i colli di bottiglia. E nel nuovo gioco globale non vince chi occupa più spazio, ma chi decide chi passa.
Prenditi pure il petrolio.
Il traffico, ormai, lo regola qualcun altro.


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