Ci telefona l’avvocato De Marchis, in merito ad un decreto Presidenziale che sta facendo parlare:
OGGETTO: Analisi delle criticità di legittimità e merito del Decreto Presidenziale
L’esame del Decreto noto, avente ad oggetto l’aggiornamento del piano di riassetto organizzativo dell’Ente, rivela una serie di profili di criticità che potrebbero configurare vizi di legittimità (eccesso di potere per sviamento) e potenziali profili di danno erariale.
1. Difetto di Motivazione e Carenza di Istruttoria
Il decreto viene emanato a meno di trenta giorni dall’insediamento della nuova Presidenza.
• Criticità: Una riorganizzazione strutturale, per essere legittima, deve basarsi su una rigorosa analisi dei fabbisogni e dei carichi di lavoro. La tempistica estremamente contratta suggerisce che l’atto non risponda a reali esigenze di efficientamento, ma sia finalizzato alla creazione “ad hoc” di una posizione apicale (il Direttore Generale), configurando un possibile vizio di eccesso di potere sotto il profilo della pretestuosità.
2. Illegittimità del ricorso all’Art. Tal dei tali
Il decreto richiama la facoltà di nomina di un Direttore Generale esterno alla dotazione organica.
• Profili di rischio erariale: La Corte dei Conti è costante nel ribadire che la nomina di un DG deve essere un’eccezione motivata da una “complessità organizzativa” che il personale di ruolo non è in grado di gestire.
• Assenza di verifica interna: Non risulta dal testo alcuna ricognizione preventiva volta a verificare se tra i dirigenti già in servizio esistano figure idonee a ricoprire tali funzioni. Procedere a una nomina esterna onerosa senza tale verifica espone l’amministrazione a contestazioni per danno erariale, gravando inutilmente sulle casse pubbliche.
3. Incongruenza con gli obiettivi di “Produttività”
Il testo giustifica l’intervento con la necessità di rendere l’azione dell’Ente “più produttiva”.
• Contraddizione tecnica: Inserire un’ulteriore figura di vertice (DG) in un ente di area vasta spesso comporta una duplicazione di funzioni con il Segretario Generale, rallentando i processi decisionali anziché accelerarli. La giustificazione della “produttività” appare dunque una clausola di stile priva di riscontro tecnico-organizzativo concreto.
Conclusioni
Il Decreto Presidenziale si presenta come un atto amministrativo “fragile”, privo di una solida base istruttoria e potenzialmente viziato da fini diversi da quelli istituzionali.


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