Off topic, speciale calcio e finanza.
Dall’esperto:
Il progetto di RedBird è rifinanziare il debito che oggi ha con Elliott e l’obiettivo è chiuderlo entro il primo trimestre dell’anno, cioè entro marzo. Da New York, principale sede operativa di RedBird ed Elliott, gli interessi del Milan occuperebbero un’area più ampia: centro e Nordamerica. A subentrare a Elliott sarebbe infatti Manulife Comvest, società d’investimento con base a Toronto, Canada. Da tempo Cardinale ragiona su come estinguere in anticipo il debito da 489 milioni di euro, più interessi, concesso dal fondo Elliott e in scadenza nel 2028.
Il vantaggio di affidarsi a Comvest sarebbe duplice: allungare i tempi della restituzione e contestualmente abbassare i tassi di interesse, in un’operazione piuttosto comune in ambito finanziario. RedBird, e Cardinale con i suoi uomini, resterebbero così al comando del club con un progetto rossonero a lungo termine e con un orizzonte temporale più ampio di quello permesso dalle condizioni attuali. Parole chiave: stabilità e continuità.
Il futuro partner vedrebbe nel Milan un’occasione interessante visti i tre bilanci consecutivi chiusi in attivo, ancora più che l’operazione stadio. Con Cardinale, il Milan è sempre andato in positivo: +6 milioni nel 2022-23, +4 nel 2023-24 e +3 nel 2024-25. Risultati da tenere in considerazione se in futuro ci sarà da costituire una eventuale nuova governance. Oggi le posizioni più in vista del consiglio d’amministrazione rossonero sono quelle del presidente Paolo Scaroni e dell’amministratore delegato Giorgio Furlani. Sotto questa gestione il club ha imparato a muoversi in regime di autosufficienza: il Milan ha visto crescere il proprio fatturato e registrato ottime performance nel reparto commerciale.


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