Volevate fare un giro in centro a Pavia? Volevate andare a lavorare senza lasciarci lo stipendio? Scordatevelo.
È arrivata la stangata di primavera firmata dall’amministrazione del “cambiamento”.
Il Sindaco Michele Lissia e la sua giunta hanno deciso che i pavesi sono un bancomat a cielo aperto. La notizia è di quelle che fanno tremare i polsi: tariffe della sosta aumentate, in alcuni casi, fino al 67%.
Sessantasette percento. Non è un adeguamento ISTAT, è un esproprio proletario al contrario.
E chi è il genio dietro questa operazione simpatia? L’Assessore alla Mobilità, Alice Moggi.
Il nome non mi è nuovo. Chi ha seguito la mia storia sa che la “ragioniera” è esperta nel far quadrare i conti… soprattutto quando si tratta di usare sistemi creativi contro i cittadini scomodi.
Evidentemente il vizio non si perde. Dalle stanze dei bottoni dove si pianificano strategie oscure, alla gestione della cosa pubblica, il metodo è sempre lo stesso: arroganza e mani profonde nelle tasche della gente.
Mentre loro si riempiono la bocca di “mobilità sostenibile” e “città green”, l’unica cosa che diventa insostenibile è vivere a Pavia. Hanno scambiato il diritto alla mobilità per un bene di lusso.
Complimenti Sindaco Lissia, complimenti Assessore Moggi.
Avete appena dimostrato che il colore politico cambia, ma la voglia di fare cassa sulla pelle dei cittadini resta sempre la stessa.
Pagare e zitti. Benvenuti nella nuova Pavia?
No. Arriva il camion del rusco a breve.
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