Barzelletta, quindi come tale non va presa sul serio, eh!
C’erano 70 persone tutte stipate dentro il telefono di Luce Pavese.
Non per chiamare la mamma, eh… per spiarlo.
Per riuscirci fanno spendere 1 milione di euro alla Provincia di Pirlonia, perché spiare dal corridoio costava troppo poco e non faceva abbastanza rumore.
A guidare l’operazione ci sono il Talismano e Paola Sottomarino, i più agguerriti:
uno benedice i microfoni, l’altro li carica a karma positivo.
— “Questa volta lo incastriamo” dicono.
— “Sì, sì, guardiamo i bilanci!”
E infatti scoprono che lo spiato ha un’azienda in Cina.
Aprono Excel come fosse un’arma di distruzione di massa.
Contano fatture, margini, note a piè pagina.
Sono convintissimi:
— “Abbiamo i dati! Lo danneggiamo!”
Solo che…
non scoprono la cosa più bella.
Il CEO cinese dell’azienda non è solo un manager.
Era anche un colonnello dell’esercito nel tempo libero.
E mentre loro stampano i report, soddisfatti,
i loro due nomi, con allegati e commenti tipo “secondo me qui c’è qualcosa”,
sono già arrivati a Pechino.
Morale della barzelletta?
Hanno spiato tutti…
tranne quello che li stava già spiando meglio.

Ma perché ti spaventi Alessandro e blocchi? Ti han mandato due cose carine…



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