A Voghera lo sport evolve. Non necessariamente in meglio, ma evolve.
Nasce infatti la nuova disciplina del ciclo cross freestyle di provincia, una specialità che unisce spirito sportivo, senso dell’orientamento e una certa dimestichezza con l’imprevisto burocratico-amministrativo. Il percorso, accuratamente studiato, si snoda tra le più caratteristiche strade della provincia: ponti che non ci sono più, tratti di asfalto sperimentale (cioè distrutto), buche di varie epoche geologiche, deviazioni logistiche, rotonde incomprensibili e l’occasionale passaggio di tir lanciati a velocità meditativa.
L’evento clou della stagione sarà naturalmente la Coppa Cobram, competizione destinata a entrare nella leggenda del ciclismo locale e probabilmente anche nei verbali della polizia municipale.
Il regolamento è semplice:
vince chi riesce ad arrivare alla fine del percorso senza perdersi, senza rompere la bici e possibilmente senza dover chiamare il carro attrezzi.
Il primo premio è di altissimo livello:
un buono da 50 euro da spendere liberamente in una sagra della zona, valido per salamelle, ravioli al brasato, fritto misto non identificato e due giri di bonarda.
Non mancheranno premi speciali. Tra questi spicca la prestigiosa Coppa Cicciocane, assegnata al vincitore del Gran Premio delle Colline, tratto particolarmente suggestivo che attraversa i vigneti dei soci conferitori di Tdo. Qui gli atleti dovranno affrontare pendenze, ghiaia creativa e l’eventuale attraversamento improvviso di trattori con rimorchio.
La premiazione finale sarà affidata, come da tradizione solenne, al Podestà, che consegnerà trofei e buoni sagra tra gli applausi del pubblico, le bande locali e un moderato profumo di griglia nell’aria.
Gli organizzatori assicurano che la manifestazione è già pronta a diventare un classico dello sport pavese.
Gli unici dubbi riguardano il tracciato: pare infatti che tre chilometri del percorso risultino attualmente parcheggio abusivo, altri due siano stati recentemente mangiati da una frana.
Ma nello spirito autentico del ciclismo di provincia, l’importante non è la strada. È riuscire a trovarne una.


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