A Mortara la campagna elettorale non è ancora ufficialmente partita, ma per alcune liste civiche sembra già di essere alle ultime settimane prima del voto. Tra tavolini dei bar, telefonate concitate e strategie improvvisate, il clima ricorda più una corsa campestre che una tranquilla preparazione amministrativa.
Nel frattempo, nel grande teatro della politica internazionale, qualcuno ironizza dicendo che “domani scende in piazza anche Hezbollah con Nasrallah a Beirut”, come a dire che ormai le liste sono talmente tante che manca solo una proxy list mediorientale. Paragoni surreali, ma che rendono bene il clima da commedia politica locale.
A dare colore alla scena cittadina c’è anche Oca Nera, immortalata in una foto che circola col sorriso dopo un rave ad Amsterdam.

L’immagine è uscita — diciamo così — “creativa”. Ora pare stazioni stabilmente alla Bennet, in paziente attesa del suo immaginario “buffet imperiale”, diventato ormai tormentone da corridoio.
(Qui sotto il rave ad Amsterdam).
Sul fronte del centrodestra locale la situazione è meno folkloristica e più nervosa. Il segretario cittadino di Fratelli d’Italia, il noto Romè, nel suo negozio di sci sembra fare lo slalom non tra le piste ma tra il banco e il bar.

Dopo la figuraccia del candidato “medico della mutua”, raccontano che la ricerca di un nome alternativo stia diventando sempre più disperata. A sentir certi commenti da retrobottega, qualcuno sarebbe ormai disposto a candidare chiunque: Pacciani, una figura scelta dall’onnipresente Architutto ayatollah o qualsiasi altro volontario disposto a salire sul palco.
Un consiglio circola con una certa insistenza tra gli osservatori più disincantati: restare semplicemente su Fratelli d’Italia e smettere di fare slalom.

Anche la Lega locale non sembra brillare per chiarezza strategica. La segretaria cittadina, soprannominata Neurone Merlin, pare orientata verso la linea “Renegade”, qualunque cosa significhi in questo momento. Il problema è che nessuno sembra aver capito davvero quale sia il piano. Ma, commenta qualcuno con sarcasmo, “se la chiamano Neurone un motivo ci sarà”.

Intanto arrivano notizie dell’ultima ora: l’Architutto starebbe chiamando praticamente chiunque. Telefonate a raffica, incontri improvvisati e urla nei bar cittadini. Testimoni parlano di discussioni animate, gesticolazioni e piani elettorali che nascono e muoiono nel tempo di un caffè.
A Mortara, insomma, la campagna elettorale è partita. Non con conferenze stampa e programmi, ma con bar pieni, cellulari bollenti e una quantità di satire involontarie che promettono di rendere le prossime settimane decisamente movimentate.


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