Analisi di alto profilo su finanza/mercati e rischi globali a cura del Sommo Poeta di Dorno:
Lasciamo un attimo da parte le solite questioni, e parliamo di come la finanza può avere ricadute disastrose sull’economia reale.
Il titolo è il tasso di cambio tra il dollaro e lo yen. È uno scenario macroeconomico e finanziario molto specifico e potenzialmente esplosivo.
Il cambio Dollaro/Yen a 160 rappresenta un livello di debolezza estrema per la valuta giapponese. Il Giappone importa quasi tutta la sua energia e le materie prime; uno yen così debole devasta l’economia interna giapponese (inflazione importata insostenibile). Arrivati a quel punto, la Bank of Japan e il governo giapponese sarebbero messi con le spalle al muro, costretti a intervenire in modo drastico. Da decenni, i tassi di interesse in Giappone sono stati a zero o sotto zero. Questo ha alimentato il “Yen Carry Trade”: gli investitori di tutto il mondo prendono in prestito Yen a tassi bassissimi, li vendono per comprare Dollari (o Euro) e investono in asset ad alto rendimento (titoli di stato USA, azioni tech, ecc.). Se il cambio supera quota 160 e la BoJ è costretta a difendere la valuta alzando improvvisamente i tassi d’interesse o intervenendo massicciamente sul mercato dei cambi, lo Yen potrebbe rivalutarsi di colpo. Questo scatenerebbe il panico:
Gli investitori dovrebbero improvvisamente ricomprare Yen per ripagare i debiti.Per trovare i soldi, sarebbero costretti a liquidare gli asset globali (azioni, obbligazioni).
Questo causerebbe un crollo generalizzato dei mercati finanziari globali. Uno smontaggio disordinato del carry trade sullo Yen non è un problema solo giapponese, ma un rischio sistemico globale. Prosciugherebbe la liquidità mondiale, causando un effetto domino che potrebbe innescare una grave crisi finanziaria o recessione.


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