C’è chi davanti a una condanna sparisce. Poi c’è Laura Anselmi, che invece si candida. Non contro gli avversari: contro il buon senso. (L’altra condannata almeno ha candidato il marito. Nella Lega, ovvio).

Altro che trasparenza: qui siamo all’“opacità creativa”. Le graduatorie non si rispettano, si shakerano. Le sentenze non si leggono, si reinterpretano in chiave motivazionale.

Lo slogan perfetto? “Votatemi: tanto mi sospendono subito.” Efficienza totale: eletta e rimossa nello stesso respiro. Più che una candidata, un esperimento di fisica quantistica applicata alla politica.


Le prove? Opinabili. I dati? Poetici. Il GPS sbaglia, i server fraintendono, i giudici evidentemente non colgono la visione.

A Voghera non si elegge un sindaco: si testa un paradosso. E forse è anche per questo che il “Sistema Voghera” sembra la versione imbranata del “Sistema Pavia”: uno è capoluogo, l’altro… evidentemente no.



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