Ei fu. Siccome immobile
dato il mortal sospiro,
Paola Sottomarino apparve
tra il brusio del paese intero.
Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: intanto
Canevino la raccolse
in un silenzio stanco.
Dall’ombra del talismano,
spione un po’ imbranato,
cecchino cieco e torbido,
già noto e già beccato,
che tra i sospiri e i sussurri
lasciò più fumo che segno,
inquinator distratto
senza mai far disegno.
E mentre il Cicciocane
col pannolone e il GPS,
cercava invano la via
tra guai e confusione express,
il podestà, già tremulo,
demente di paese,
contava l’ore ultime
tra facce un poco tese.
E l’assessora intanto,
con la bocca sempre aperta,
spargea parole al vento
senza misura certa.
Così tra farsa e cronaca,
tra eco e memoria vana,
restò di quella storia
una risata strana.
E un sardo, fiero e rigido,
levava alto l’indice,
mostrando la via limpida
d’una legge benefice;
ma l’indice, un po’ incerto,
tremava senza qualità,
e quella via promessa
si perse… nella legalità.


Leave a Reply