C’era una volta l’Architutto. Uomo di visioni, prospettive, rendering e grandi opere immaginarie. Uno che fino a ieri parlava di urbanistica strategica, rigenerazione territoriale e corridoi multifunzionali. Poi arrivò la campagna elettorale e, come per magia, si trasformò nel più zelante dei ragionieri.
Secondo indiscrezioni raccolte tra un campo sportivo e una sagra della salamella, l’Archiragioniere avrebbe scoperto una nuova scienza economica: il Bilancio a Pioggia® per il ballottaggio.
Il principio è semplice.
- Associazione sportiva? Budget.
- Associazione culturale? Budget.
- Gruppo bocciofilo? Budget.
- Corso di yoga per cani anziani? Budget.
- Comitato amici del ficus comunale? Budget.
Piove denaro con la stessa precisione di un irrigatore rotto.
Gli osservatori politici parlano di una strategia innovativa chiamata “Compro Voto Diffuso e Capillare”. Non si punta più al singolo elettore: troppo complicato. Si punta direttamente alle categorie.
L’Archiragioniere, armato di calcolatrice e sorriso istituzionale, gira il territorio distribuendo contributi come un Babbo Natale con il foglio Excel.
«Qual è il target?» chiedono gli esperti.
«Tutti» risponde lui.
«Ma proprio tutti?»
«Tutti quelli che riescono a compilare un modulo.»
Particolarmente attenzionato il comparto sportivo. Pare che ogni pallone gonfiato produca automaticamente una richiesta di finanziamento. Le società sportive, inizialmente incredule, hanno iniziato a schierare squadre perfino nel campionato intergalattico di lancio del frisbee burocratico.
Poi c’è il capitolo stranieri.
Secondo i più fantasiosi commentatori da bar, l’Archiragioniere avrebbe individuato una misteriosa armata di elettori pronti a cambiare il destino della democrazia locale per la cifra astronomica di 100 euro.
Un’ipotesi che ha già fatto impallidire economisti e sociologi.
«Cento euro?» ha commentato un pensionato al circolo. «Con l’inflazione attuale non ci fai nemmeno la spesa, figurati una rivoluzione elettorale.»
Nel frattempo l’Architutto continua il suo lavoro.
Non progetta più piazze.
Non immagina più quartieri.
Non disegna più ponti.
Conta.
Somma.
Ripartisce.
Rendiconta.
L’uomo che sognava di costruire città è diventato il custode del foglio elettronico.
E così, mentre la politica discute di ideali, programmi e visioni, lui avanza silenzioso con la sua inseparabile calcolatrice.
Dicono che nelle notti più tranquille si possa ancora sentirlo sussurrare:
«Un contributino qui… un contributino là… e il consenso vien da sé…»
Ma forse è solo il rumore di Excel che salva automaticamente il file.


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