Signore e signori, benvenuti nel magico mondo dei lavori pubblici pavesi, dove le leggi della matematica arretrano terrorizzate di fronte alla strabiliante creatività dei nostri dirigenti comunali. Oggi analizzeremo un capolavoro della burocrazia moderna: la Determinazione Dirigenziale N° 99 / 26 del 28 maggio 2026. Scaricabile qui sotto:
Oggetto del mito? La manutenzione straordinaria del ponte sul Naviglio Pavese (per gli amici, Progetto POP458). Un’opera che doveva essere un semplice passaggio pedonale e che si sta trasformando in un monumento dorato all’ingegneria contabile.
Prendete i pop-corn e calcolatrice alla mano, perché il viaggio è spettacolare.
ATTO I: GLI ANTIPASTI (Ovvero: prima di posare un mattone)
Come ogni grande opera che si rispetti, prima ancora di vedere un operaio con il caschetto, bisogna far girare la macchina dei consulenti. E qui il Comune non ha badato a spese. Ecco i costi accumulati nelle puntate precedenti, quelli che servivano solo a “capire” come fare il lavoro:
€ 4.821,44 all’Ing. Riviera per la verifica e l’analisi preliminare. (Giusto per dare un’occhiata).
€ 82.472,00 all’Ing. Marco Cattaneo per la progettazione esecutiva e la Direzione Lavori. (Cifra tonda e leggera).
€ 19.980,95 alla Cossali Srl per fare spazio, cioè per smontare le vecchie passerelle.
€ 11.819,62 all’Ing. Vullo per il collaudo statico. (Perché va bene spendere, ma speriamo che il ponte regga).
A questo punto entra in gioco l’eroe della storia: l’impresa Fratelli Marotta Srl, che vince l’appalto principale per una cifra iniziale di € 256.635,10. Tutto sembrava filare liscio, finché non è arrivata lei: La Variante in Corso d’Opera.
ATTO II: IL TRUCCO DI PRESTIDIGITAZIONE (Come far sparire il Guard Rail)
Durante i lavori, ci si accorge che le cose sono più complicate del previsto. Serve una variante. L’impresa Marotta giustamente batte cassa e il suo conto netto sale a € 299.080,53, che con l’IVA al 22% (€ 65.797,72) porta il totale lordo dell’appalto a ben € 364.878,25.
Il Quadro Economico complessivo (il famoso Q.E. n. 6) viene così blindato alla cifra astronomica di € 500.000,00. Mezzo milione di euro.
Qui sorge il problema drammatico: la legge dice che le varianti non possono sforare certe percentuali, altrimenti salta tutto. Come fare? I nostri burocrati tirano fuori dal cilindro il colpo di genio, che potremmo ribattezzare lo “Stralcio Furbo”.
Per far quadrare il budget della variante al +16,54% (magicamente sotto i limiti di legge), il Direttore dei Lavori ha preso la matita e ha cancellato dall’appalto le seguenti cosine:
1. I guard rail (le barriere di sicurezza).
2. L’asfaltatura finale.
3. I raccordi stradali.
Sì, avete capito bene: approvano una variante per un ponte senza asfalto e senza barriere di sicurezza. E come lo apriamo? Non c’è problema! Il documento ammette candidamente che queste opere stralciate costeranno altri € 64.669,92 netti (€ 78.897,30 lordi) e che “verranno rifinanziate dall’Amministrazione comunale con successivo atto”.
In pratica: spacchettiamo l’appalto in due così nessuno si accorge che la variante è fuori controllo. Un capolavoro.
ATTO III: GLI OSPITI INATTESI (Il Progetto Fantasma POP475)
Ma le sorprese non finiscono qui. Se leggi attentamente le carte della variante del ponte sul Naviglio (POP458), a un certo punto, come un UFO in mezzo a un campo di grano, spunta un codice alieno: il Progetto POP475 (“Messa in sicurezza ponti/passerelle”).
Cosa c’entra? Nessuno lo sa, ma il Comune infila in questa determinazione i dati di liquidazione di quest’altro filone:
Altri € 37.175,83 girati (sempre ad affidamento diretto) all’onnipresente Ing. Marco Cattaneo.
Ben € 117.987,97 (più € 5.813,27 di sicurezza) alla P.V.M. Srl.
Se facciamo un piccolo calcolo matematico, scopriamo che l’Ing. Cattaneo, tra il progetto del ponte e questo progetto parallelo spuntato dal nulla, ha accumulato oltre 119.000 euro di incarichi professionali cash, gestiti comodamente tramite affidamenti diretti, senza il fastidio di una gara pubblica. Viva la rotazione degli incarichi!
ATTO IV: CENA CON DELITTO (Chi sono i “Creditori Diversi”?)
Infine, per i cultori del mistero e del genere “thriller finanziario”, nelle tabelle contabili finali, l’oracolo di Palazzo Mezzabarba decide di impegnare una somma di € 2.004,77 sotto il capitolo di bilancio 522207.2003.
Il beneficiario? Il Comune scrive testualmente: “CREDITORI DIVERSI”.
Chi siano questi signori, cosa abbiano fatto sul ponte e perché ricevano questi duemila euro rimane un segreto custodito meglio del terzo segreto di Fatima. Non c’è un nome, non c’è una fattura, non c’è una spiegazione. Ci sono e basta.
IL VERDETTO: UN PONTE D’ORO (Ma a piedi nudi)
Ricapitolando: la gestione dei ponti a Pavia è una sinfonia di varianti, spacchettamenti tattici per nascondere i rincari e progetti incrociati per confondere le acque.
Oggi abbiamo un ponte che costa 500.000 euro, ma se ci camminerete sopra ricordatevi di non sporgervi (mancano i guard rail) e di portare le scarpe vecchie (manca l’asfalto). Per quelli ci rivediamo alla prossima determinazione e al prossimo giro di valzer sui conti pubblici.
I cittadini pagano, la Dottoressa prova a nascondersi coi filtri foto. Ma stavolta va male…


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