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Pavia, arriva un altro corvo

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Ma moderato stavolta. E ci scrive ciò che riportiamo:

Si fa presto a dire rimpasto

Luce ha iniziato A parlare di rimpasto ed effettivamente a gennaio il rimpasto di giunta Lissia l’aveva promesso per giugno, ma come ogni ponte e ponticello verso il futuro, potrebbe metterci molto di più di quanto previsto e promesso. Anzi, moltissimo di più. Se poi per miracolo di lungimiranza ci si dovesse arrivare, allora chi entra? Chi esce?

Iniziamo da chi esce. Per capirlo basta notare chi in giunta obbedisce ai propri consiglieri, ovvero solo Rodolfo, il quale nega la propria natura pur di accontentare, o almeno non scontentare, la sua amatissima Michela.

Per il resto è una giunta di caporali, brave e meno brave a comandare a bacchetta i propri disciplinati illudendoli come siano quelli i rapporti di forza. Insomma una maggioranza ignara (e spesso ignava) del proprio potere e una giunta che non vuole capire quanto sia appesa al filo .

Così quella a colori salvo assenze ne avrebbe tre per due poltrone e mille deleghe, ma tanto il PD pavese è masochista; quella sportiva ne ha due ma per zero deleghe (contenta lei…) e infine quella di sinistra ne ha uno perché l’altro, lei che è furba, ha deciso di cestinarlo. A quella del PD infine va maluccio, senza alcun pretoriano a difenderla in maggioranza, per ora, ma in caso di rimpasto vedremo. Insomma per le quote rosa ci sarebbe da fare un grande ordine, ma per gli assessori è ancora peggio: Brendo ha la Lore che però mica risponde solo a lui, ma anche al capo, così il pupo con la cassa non ha alcun fedelissimo dalla sua. Chi resta? Il grillino che pure non ha neanche il vecchio a seguirlo e il Rodolfo di cui prima, il quale sta per scontrarsi sul muro della movida e presto dovrà schivare i cappi che lo inseguiranno per la maggioranza.

In pratica se nessuna è al sicuro, tutti sono sul baratro.
E lo spazio per rimpastare più che un margine, appare per la prateria che è.

Chi entra? Vale lo stesso gioco: entra chi aiuta ad arrivare al 2029, chi riesce a tamponare le emorragie della maggioranza.
Se metti in poltrona (e catene) chi in maggioranza è indisciplinato -da Cosimo a Pietro, da Milena a Cristina- di certo non plachi un bel niente, se non loro stessi.

Servirebbe allora e invece una mossa coraggiosa, di rottura, come quelle che faceva il Depa. Servirebbe una persona fuori dal sistema in ASM, per esempio, o una onesta professionalità, incontestabile, in giunta. Follie, come folle sarebbe sperare che ascoltino le critiche e adeguino la rotta, tanto più che nelle chat che contano tanto (e in quelle che contano poco) è proprio il capo, ovvero l’unico consigliere ascoltato dal sindaco, quello che si lamenta di più.
Folle insomma sarebbe provare a risolvere i problemi e governare decentemente.
Così al massimo si accontenteranno di cambiare il capo del gabinetto, che ormai in maggioranza è più impopolare del presidente.

A proposito, tutti vogliono fare la festa al nano? Bene. Qualcuno gli spieghi che semplicemente non si può fare, sarebbe piaciuto anche ai ciocchiani affossare nicolino la scorsa volta, ma non funziona così. Anzi, la sentite questa pernacchia? Ve la manda il fabietto.

“Anfossassero” i servi e le serve piuttosto, che quando il sangue scorre sono inutili, soprattutto se vanno a letto presto e non parlano mai, annuendo come pappagalli, applaudendo come scimmiette.

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