Riceviamo dal vaticanista di Luce Pavese:
Papa Leone XIV (20 giugno 2026):
In occasione dell’odierna visita pastorale, il sindaco di Pavia e le autorità locali hanno puntato su doni che richiamano la solidarietà, la scienza e le tipicità del territorio. Doni istituzionali di rappresentanza. Una medaglia celebrativa in bronzo appositamente coniata dal Comune e una riproduzione artistica legata alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.La vicinanza dei piccoli pazienti: Una delegazione legata alle strutture di cura (come il CNAO e il San Matteo) ha omaggiato il Papa con disegni e pensieri scritti dai bambini. Un fedele ha persino sorpreso il Pontefice offrendogli una torta artigianale all’uscita dalla basilica.
Papa Benedetto XVI (Aprile 2007)
Il regalo del Comune e della diocesi a Papa Ratzinger si concentrò interamente sulla sua profonda devozione per il Santo d’Ippona:Il Lume di Sant’Agostino: Al Pontefice fu donata una lampada votiva artistica (un lume) che ripercorreva le tappe fondamentali della vita del Santo e il legame teologico tra Agostino e Benedetto XVI. La medaglia ufficiale: venne consegnata la medaglia commemorativa della visita a Pavia, realizzata dal famoso scultore e medaglista pavese Angelo Grilli.
Papa Giovanni Paolo II (Novembre 1984)
Per la prima storica visita di Wojtyła, l’amministrazione comunale scelse doni che esaltassero la millenaria tradizione accademica e artistica della città. Volumi storici rari, edizioni di pregio e riproduzioni di antichi testi conservati negli archivi pavesi e legati alla storia dell’Università di Pavia. Opere d’arte orafa: Manufatti e bassorilievi in argento raffiguranti i monumenti simbolo della città, come il Duomo e la Certosa.
L’incontro tra Papa Zaccaria e il re longobardo Liutprando, avvenuto a Pavia alla fine di giugno del 743, rappresenta uno dei più importanti trionfi diplomatici del primo Medioevo. Fu un evento in cui la finezza geopolitica del Pontefice riuscì a frenare la devastante avanzata militare longobarda. Il contesto: l’Esarcato di Ravenna in pericoloNel 742, Zaccaria e Liutprando avevano già siglato il celebre Patto di Terni, che garantiva una tregua ventennale al Ducato di Roma. Tuttavia, l’anno successivo (743), Liutprando infranse l’equilibrio della penisola invadendo l’Esarcato di Ravenna, territorio strategico ancora sotto il controllo dell’Impero Bizantino.L’esarca bizantino e l’arcivescovo di Ravenna, terrorizzati dall’idea di capitolare e non potendo contare sul debole aiuto militare di Costantinopoli, implorarono l’intervento del Papa affinché facesse da mediatore. Le trattative nel Palazzo Reale di PaviaPapa Zaccaria decise di compiere un viaggio faticoso e rischioso risalendo l’Italia fino a Pavia, allora gloriosa capitale del Regno Longobardo.Il 30 giugno 743, il sovrano accolse il Pontefice con altissimi onori direttamente all’interno delle mura del suo palazzo reale.Nonostante Liutprando fosse un guerriero ambizioso e all’apice della sua potenza, era anche un re profondamente cattolico. Questo fu l’elemento su cui il Papa fece leva, facendo appello alla sua coscienza religiosa per evitare ulteriori spargimenti di sangue cristiano. Cosa previde l’accordo finale?La mediazione di Zaccaria fu un successo totale. Il Papa ottenne da Liutprando:Il ritiro delle truppe: Il re ordinò ai suoi soldati di fermare l’assedio e l’occupazione delle terre di Ravenna.La restituzione dei territori: I Longobardi restituirono ai Bizantini i territori chiave che avevano appena conquistato nella regione, inclusa la città di Cesena. L’eredità storica a Pavia:
Pochi mesi dopo questo storico faccia a faccia, all’inizio del 744, re Liutprando morì. Per ironia della sorte, le spoglie di questo grande re riposano oggi nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia, proprio a pochissimi metri dall’arca di Sant’Agostino, il Santo che il re stesso aveva salvato e trasferito in città


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