Estratto da Repubblica:
“Esco dal carcere da innocente”. Per Gianni Alemanno è arrivato il giorno della libertà dopo 535 giorni, 76 settimane, quasi un anno e mezzo passati nel carcere di Rebibbia. L’ex sindaco di Roma è uscito questa mattina dal penitenziario romano. Ad attenderlo, in via Majetti, oltre cento persone. Amici, ex detenuti, ma anche i militanti del fronte della Gioventù, quelli di Indipendenza e Futuro Nazionale.
Camicia blu e borsone in mano, il primo abbraccio l’ex sindaco lo ha dedicato al suo avvocato, Antonio Russo: “Ce l’abbiamo fatta”. Poi a uno a uno si sono avvicinati gli amici “storici” di militanza: dagli ex consiglieri regionali Luigi Malcotti e Guido Zappavigna, ad Antonio Lucarelli, capo della segreteria del Campidoglio quando era sindaco. “Esco da innocente, non dovevo stare qua – ha subito detto Alemanno alla folla di giornalisti che lo attendeva – Ho visto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra …
“Esco dal carcere da innocente”. Per Gianni Alemanno è arrivato il giorno della libertà dopo 535 giorni, 76 settimane, quasi un anno e mezzo passati nel carcere di Rebibbia. L’ex sindaco di Roma è uscito questa mattina dal penitenziario romano. Ad attenderlo, in via Majetti, oltre cento persone. Amici, ex detenuti, ma anche i militanti del fronte della Gioventù, quelli di Indipendenza e Futuro Nazionale.
Camicia blu e borsone in mano, il primo abbraccio l’ex sindaco lo ha dedicato al suo avvocato, Antonio Russo: “Ce l’abbiamo fatta”. Poi a uno a uno si sono avvicinati gli amici “storici” di militanza: dagli ex consiglieri regionali Luigi Malcotti e Guido Zappavigna, ad Antonio Lucarelli, capo della segreteria del Campidoglio quando era sindaco. “Esco da innocente, non dovevo stare qua – ha subito detto Alemanno alla folla di giornalisti che lo attendeva – Ho visto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra repubblica. Qua in carcere la Repubblica italiana perde la faccia per come tratta la gente”. Poi ha proseguito parlando subito da leader politico: “Cercherò di avere un incontro al Dap. Questa situazione va risolta. Questa notte ha fatto un caldo allucinante. Questa situazione fa parte di uno stato che non funziona. Il mio impegno in politica è quello di cambiare radicalmente le cose. Questo lo farò con Vannacci. Metterò a disposizione la mia esperienza e la mia capacità di analisi politica. Non voglio candidarmi a nulla. Lo vedrò stasera a cena”.
L’attacco al governo sulle carceri: “Parlerò con Nordio”
L’ex sindaco è sofferente e allo stesso tempo felice. E subito punta il dito su Fratelli d’Italia, con cui era alleato e compagno di governo ai tempi di Alleanza Nazionale. “Sul sovraffollamento delle carceri il governo Meloni non ha fatto nulla”, ha attaccato l’ex sindaco, annunciando di voler affrontare direttamente la questione con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il suo intervento ha toccato anche il futuro del centrodestra. “Meloni apra un grande dibattito nella destra, serve confronto”, ha aggiunto Alemanno, chiedendo alla presidente del Consiglio di aprire una discussione politica all’interno dell’area.
Il futuro con Vannacci
L’ex sindaco, che ha dato appuntamento ai suoi amici e sostenitori al ristorante Mozzico di via Tiburtina, ha già chiarito la sua posizione: sarà accanto a Roberto Vannacci. La vicinanza con il generale non è un caso. Indipendenza, il movimento fondato da Gianni Alemanno, è confluito in Futuro Nazionale lo scorso marzo. E nel partito che il generale ha costruito nella Capitale sono tanti i reduci della Roma alemanniana. Dall’ex presidente dell’Assemblea capitolina Marco Pomarici a Riccardo Corsetto. Tra le fila del generale c’è anche Ramona Castellino, sorella di Giuliano Castellino, l’ex leader di Forza Nuova che ha trascorso gli ultimi mesi a Rebibbia proprio come Alemanno.
Perché era in carcere
In carcere l’ex sindaco era entrato il 31 dicembre del 2024. La decisione del tribunale era arrivata perché Alemanno non aveva rispettato le prescrizioni grazie alle quali aveva ottenuto di scontare a casa la pena di un anno e 10 mesi a cui era stato condannato nel 2022 per finanziamento illecito e traffico di influenze illecite, nell’inchiesta “Mondo di Mezzo”.
Alemanno pochi mesi dopo il suo ingresso nel penitenziario, ha ripreso a fare politica. Da Rebibbia, infatti, ha iniziato ad aggiornare con cadenza quasi quotidiana, grazie ai suoi collaboratori, il suo profilo Facebook, raccontando le storture del carcere. Il suo ultimo post è stato pubblicato poche ore prima di lasciare il carcere: “Mercoledì esco, ma mi sembra di disertare una trincea: un carcere sovraffollato, persone detenute che soffocano nel caldo e mille ingiustizie di cui sono stato testimone. Un’esperienza che non doveva mai cominciare, perché sono innocente, perché il reato per cui sono stato condannato (traffico d’influenze per abuso d’ufficio) è stato abolito e perché ci sarebbe molto da dire anche sulle circostanze che hanno portato alla completa revoca del mio affidamento in prova. Ma così è la giustizia italiana, soprattutto per chi prova a navigare controcorrente”.


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