“La Coppa del Mondo non sarà nostra, ma le Falklands lo sono di sicuro”, ha detto il portavoce del primo Ministro brittanico.
Argentina-Inghilterra non poteva evidentemente finire con il fischio finale.
Dopo aver battuto 2-1 gli inglesi nella semifinale del Mondiale, alcuni calciatori dell’Albiceleste hanno festeggiato sul terreno di gioco mostrando uno striscione con la scritta “Las Malvinas son Argentinas”, cioè “Le Malvinas sono argentine”.
Un messaggio politico esplicito sulla sovranità delle isole Falkland, chiamate Malvinas in Argentina: territorio amministrato dal Regno Unito ma rivendicato da Buenos Aires e al centro, nel 1982, di una guerra durata oltre due mesi e costata complessivamente più di 900 vite.
Il gesto non è passato inosservato e ha provocato la reazione del governo britannico. Downing Street ha appoggiato la richiesta di un’indagine da parte della FIFA, ribadendo che gli abitanti delle Falkland hanno espresso chiaramente la volontà di rimanere britannici e che il loro diritto all’autodeterminazione deve essere rispettato.
Il ministro britannico Peter Kyle ha definito lo striscione «completamente inappropriato» per una manifestazione sportiva e ha invitato la FIFA a valutare l’accaduto attraverso il proprio codice disciplinare, che vieta l’esposizione di messaggi politici negli stadi, e i messaggi politici in generale.
Degno di nota il commentatore della Tv nazionale argentina che dopo il secondo gol si rivolge alle mamme inglesi:


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