

Mentre sui social si festeggia la copertina di The World of Fine Wine dedicata all’Oltrepò Pavese, la realtà racconta una storia ben diversa. Da una parte selfie, comunicati trionfali e slogan su “qualità, tradizione e identità”; dall’altra il caso Terre d’Oltrepò, simbolo di una crisi che ha lasciato viticoltori e soci con più domande che certezze.
La politica oggi rivendica i successi del territorio, ma fatica a spiegare cosa abbia fatto, negli anni, per evitare il tracollo della più importante realtà cooperativa locale. Le foto celebrative arrivano puntuali; molto meno le autocritiche.
Perché è facile mettersi in posa davanti a una copertina. Più difficile è rispondere ai produttori che chiedono conto delle responsabilità politiche e amministrative nella gestione di una crisi che non è certo nata ieri. In Oltrepò, prima dei brindisi, sarebbe il caso di fare un serio esame di coscienza. O vedere quel che è rimasto nella borsetta, o no?


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