Roma – Con il gasolio a 2,50 euro al litro, per gli italiani è arrivato il momento di fare scelte drastiche. E no, non stiamo parlando di politica.
Finita l’era dei lunghi viaggi in auto per andare a mangiare la carbonara dal cognato dell’amico. Finita l’epoca dei week-end al mare con il pieno fatto la sera prima. Ora si viaggia solo se c’è un’emergenza, e l’emergenza è che il conto in banca sta piangendo.
Al bar, il caffè si paga ma il sorriso no, perché tanto il sorriso non consuma diesel. Al supermercato, la gente si ferma davanti allo scaffale dell’olio e sospira: meglio camminare, che friggere costa un rene.
Il governo studia misure urgenti: tasse sui tapis roulant, contributi a piè di lista e un bonus psicologico per chi riesce a dire “faccio il pieno” senza piangere.
Ma l’italiano è furbo: ha già inventato il car sharing tra vicini di casa – con tanto di foglio firme per il pedaggio. E il nuovo lusso, ormai, è arrivare a destinazione con il serbatoio ancora mezzo pieno.
Morale: il gasolio è caro, i meloni sono fuori stagione, e noi siamo a piedi. Ma almeno ridiamo, che è gratis.
Fine.


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