Ci vuole un certo talento. Ma ormai il copione fa solo ridere.
Prima il Comune scrive le regole del bando. Poi il bando viene assegnato. Infine, quando esplodono le polemiche, ecco comparire il mediatore.
È un po’ come vendere i fiammiferi, guardare la casa andare a fuoco e presentarsi con l’estintore per la foto di rito.
Nel frattempo l’AC Pavia riempiva il Fortunati con migliaia di tifosi, e improvvisamente tutti scoprono il valore del dialogo. Meglio tardi che mai.
La sensazione è che la mediazione arrivi quando il treno è già passato dalla stazione e i binari sono stati scelti da qualcun altro.
Ma tranquilli: in politica non è mai una retromarcia. Si chiama “spirito istituzionale”.
Sipario. Applausi. E tutti amici… almeno fino al prossimo coro contro.


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