La Barbie della Cultura richiama uno spettatore colpevole di gustarsi un cono.
PAVIA – Dove finisce la libertà e dove comincia il pistacchio? È la domanda che da ieri divide la città dopo l’ormai celebre episodio del “Gelatogate” al Cinema sotto le Stelle nel Castello Visconteo.
Secondo testimoni rigorosamente attendibili, l’assessora alla Cultura, avrebbe interrotto la sua serata per richiamare severamente uno spettatore, reo di aver introdotto un pericolosissimo cono gelato durante la proiezione.
L’uomo, sorpreso con un gusto tiramisù-banana-bacio, avrebbe tentato di difendersi sostenendo che il gelato fosse già mezzo sciolto e quindi ormai classificabile come bevanda. Una linea difensiva che, sempre secondo la ricostruzione, non avrebbe convinto la rigida custode del bon ton cinematografico.
Nei minuti successivi si sarebbero diffuse voci incontrollate sull’imminente installazione di metal detector per coni, coppette e ghiaccioli all’ingresso del Castello Visconteo. Tra le misure allo studio figurerebbero anche un reparto cinofilo addestrato a fiutare la nocciola e una commissione d’inchiesta per verificare la presenza di biscotti imboscati negli zaini. Però si può entrare col gelato se si ha il pass Gold.
Per il prossimo appuntamento del Cinema sotto le Stelle, gli organizzatori starebbero valutando un nuovo regolamento: popcorn sì, bibite forse, emozioni consentite… ma il gelato solo previa autorizzazione notarile.


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