Riceviamo dall’avvocato De Marchis:
Il crollo dell’intoccabilità: cosa ci dice davvero la sentenza Adriatici sul “Sistema Pavia”
Ci sono sentenze che si limitano ad applicare il codice penale, e sentenze che ridisegnano la geografia del potere di un intero territorio. I 12 anni per omicidio volontario inflitti a Massimo Adriatici appartengono, senza alcun dubbio, alla seconda categoria.
Per comprendere la portata reale di questa decisione, bisogna riavvolgere il nastro e tornare ai giorni immediatamente successivi alla morte di Younes El Boussettaoui. L’impostazione iniziale sembrava già scritta, quasi rassicurante per un certo establishment: l’eccesso colposo di legittima difesa. Una via d’uscita elegante che, con una prospettiva di pena intorno ai 3 anni, avrebbe salvato la narrazione dello “sceriffo” aggredito e, soprattutto, avrebbe mantenuto intatto lo status quo. Era la rassicurante illusione di uno scudo invisibile, quello che storicamente ha sempre protetto chi gravitava nei salotti giusti.
Ieri, quello scudo è andato in frantumi.
La decisione del giudice Luigi Riganti non si è limitata ad accogliere il radicale cambio di rotta della nuova Procura (che aveva già alzato l’asticella chiedendo 11 anni e 4 mesi), ma è andata addirittura oltre. In un’aula di tribunale, superare le richieste dell’accusa è un fatto tecnico raro e dal peso specifico enorme. Significa che il tribunale ha guardato i fatti nudi e crudi, spogliandoli da qualsiasi narrazione politica, mediatica o di convenienza locale. La legge è stata applicata in modo rigoroso, azzerando le attenuanti di “contesto” su cui molti speravano.
Il messaggio che esce oggi dal Tribunale è un terremoto per chi, in questa provincia, è cresciuto con la convinzione che l’appartenenza a un certo sistema di potere garantisse una rete di protezione preventiva. L’equazione secondo cui il ruolo politico, le amicizie influenti o l’inserimento in determinate dinamiche possano ammorbidire il corso della giustizia, è stata cancellata con un colpo di spugna.
Siamo ovviamente al primo grado di giudizio, e i legali della difesa hanno già annunciato l’Appello. Ma l’impatto psicologico sul territorio è innegabile e immediato. Il “Sistema Pavia” oggi si sveglia improvvisamente vulnerabile. La giustizia ha dimostrato di non fare sconti alla posizione sociale, ristabilendo il principio che davanti alla legge si è tutti cittadini, senza tessere di partito o immunità di casta. E questo, per chi si è sempre sentito intoccabile, è il verdetto più spaventoso di tutti.


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