Mentre il Partito Democratico di Pavia festeggia su Facebook sbandierando un piano “straordinario” da 10 milioni di euro per rifare il trucco alla città, i pavesi che usano l’auto o la bicicletta devono fare i conti con la dura, sobria e spaccaruote realtà. Pavia non sta cambiando volto: è semplicemente diventata una buca unica, interrotta qua e là da qualche cantiere infinito. Bellissime le isole salvapedoni Lungoticino fatte qualche mese fa, demolite per le asfaltature, e rifatte ancora. Uhm…
Che poi li deve spendere l’assessorato ora nelle deleghe della Dottoressa. Ma siete sicuri di quel che avete fatto?
Ma la vera perla di questa amministrazione è il totale senso di onnipotenza – misto a una preoccupante amnesia – che arriva dai piani accademici, nello specifico dall’attuale Dottoressa Vicesindaca con delega ai Lavori Pubblici.
I Fatti (Quelli che i Social non Raccontano)
Se si guarda oltre le grafiche colorate del PD, finora il bilancio dell’assessorato ai Lavori Pubblici sembra il bollettino di un crollo:
Ponte Ludovico il Moro: Siamo a più di due anni di lavori. Due anni per un ponte di 4 metri. Di questo passo, per fare le piramidi di Giza avrebbero impiegato l’intera era glaciale. E i costi che lievitano modalità torta della nonna.
Viale Gorizia: I cronoprogrammi sono già saltati e si registra l’ennesimo ritardo cronico sulla stesura dell’asfalto per via delle scoperte archeologiche, per altro note.
Via Bricchetti: Il capolavoro della retromarcia ideologica. Prima annunciata come la rivoluzione delle piste ciclabili, poi trasformata in un normale marciapiede con due strisce di vernice stradale per terra per non ammettere il fallimento.
E la cosa più esilarante? Per fare questa epocale “rivoluzione green” da 10 milioni di euro, finora l’amministrazione sta usando le esatte stesse imprese che lavoravano con la giunta precedente. Ponticello Made in Avellino, a parte.
Con l’aggiunta di impresa da Voghera per le robe di lavori sottosuolo, via DG Assoluto.
Sì, proprio quelle ditte che qualcuna criticava ferocemente quando sedeva sui banchi dell’opposizione. Stessi camion, stessi operai, ma con più ritardi. Cambia solo il colore politico di chi si prende il merito.
Il vero capolavoro di equilibrismo politico riguarda però il passato della Vicesindaca. Quando era all’opposizione, la sua attività principale consisteva nel produrre una valanga di esposti alla Procura contro la vecchia giunta. Il risultato? Tutti regolarmente archiviati, nonostante le pompe sul Bugiardino.
Ma come mai su Contrini niente esposti chiede un lettore? E dire che è stato condannato a 11 anni e 8 mesi, e qualcuna faceva la sua segretaria, in uno dei posti dove bazzicava. Possibile non si sia accorta di nulla, lei che si dipinge così attenta?
A volte qualcosa scappa eh, succede…
Questo, però, non le impedisce oggi di presentarsi sui social network come l’eroina della legalità, arrivando a vantarsi pubblicamente di aver fatto nascere lei l’inchiesta Clean.

Un bizzarro caso di sdoppiamento della realtà, che poi è emerso come in realtà era tutto un gioco delle parti…
La verità è molto più semplice: mentre la città affonda tra ritardi strutturali, asfalto che manca e cantieri lumaca, l’unica cosa che va a pieno ritmo a Pavia è Facebook. Peccato che i pavesi le buche le debbano scansare con le ruote, non con i “like”. Senza contare il resto.


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